Pastels

Sphere with apple (self portrait) (2008-2009). Pastel on hand made paper. 73 x 103 cm
Untitled (2008-2009). Pastel on hand made paper. 142 x 103 cm
Ella (2013-2014). Pastel on hand made paper. Private collection. 36 x 37cm
Silence (2012-2013). Pastel on hand made paper. Private collection. 32 x 23 cm
Hands (2013-2014). Pastel on hand made paper. 36 x 37 cm
Morning (2013-2014). Pastel on hand made paper. 36 x 37 cm
“Un coup de dès jamais n'abolira le hasard” (2013). Pastel on hand made paper. Private collection. 77 x 113 cm
Dice (2013-2014). Pastel on hand made paper. Private collection. 25 x 33 cm
Fist (2013-2014). Pastel on hand made paper. 25 x 33 cm
Five dice (2017). Pastel on hand made paper. 75 x 103 cm
Yesterday (2005-2006). Pastel on hand-made paper. Private collection. 40 x 30 cm
Cavallino (2005-2006). Pastel on hand-made paper. Private collection. 40 x 30 cm
Aircraft (2020). Pastel on hand made paper. 103 x 152 cm
Lullaby of Poseidon (2020-21). Pastel on handmade paper. 150 x 220 cm
Sea (2019). Pastel on hand made paper. 80 x 120 cm
Credo soltanto agli incantesimi (2019). Pastel on hand-made paper. Private collection. 76 x 112 cm
Boat (2020). Pastel on hand-made paper. 76 x 105 cm

 

PASTELS

 

Il disegno, la pittura sono un mezzo precipuo della ricerca di Lena Liv sin dai suoi primi passi. Nel corso degli anni i lavori realizzati con i pastelli sono diventati sempre più materici, più definiti, forse più astratti nella loro sospensione dal mondo. Attraverso il pastello, che Liv utilizza con una processualità lenta, fatta di stratificazioni e velature, ha indagato tutte le tematiche della sua ricerca da Things a Dancing makes me joyful a Oltre a Memoria e oblio. In essi si crea una morbidezza che penetra totalmente nel supporto, nella porosa carta fatta a mano, che l’artista utilizza. Si vengono così a creare immagini soffici, forti e delicate al tempo stesso.
Nulla a che fare con un mimetismo di matrice fotografica. Siamo in un ambito iconico e non indicale, in cui Liv interpreta, entra nei fenomeni, li scopre e li fa emergere attraverso un lungo lavoro di scoperta che la impegna ogni volta per un lungo tempo.
I contorni morbidi affiorano alla vista, attraverso un competente utilizzo di luci e ombre. Alcuni dettagli sono più a fuoco, altri meno. Sono un incontro con l’essenza delle cose, i dadi, le scarpe, la sveglia, della natura, come i fiori, l’acqua, i corpi, la donna che danza, il neonato, il bambolotto. I soggetti dei pastelli non sono riproduzioni di quanto è tangibile, quanto, piuttosto, frammenti di un’universalità archetipica ai quali è attribuita la semplice eternità dell’arte, che riesce a dare ad ogni cosa un respiro e una rilevanza diversa, più ampia dell’ipotetica verità del reale.

Angela Madesani