CATHEDRALS FOR THE MASSES
Cathedrals for the masses (2007-2010) è il suo primo lavoro che ha per soggetto la Russia, la metropolitana di Mosca. È anche la prima volta che lavora su un luogo ancora esistente. Importante è la scelta linguistica di utilizzare la fotografia a colori. Si parte da un dato reale, che viene registrato, per giungere a un’immagine completamente ricostruita, che rimanda a una dimensione ulteriore in cui non vi è limite mediatico. Sono immagini di attualità di un luogo storico. La metropolitana è stata una parte importante della sua vita in Unione Sovietica, ma la dimensione non è prettamente legata al suo ricordo personale, qui è un ritorno al presente e si viene a creare una terza dimensione. Il rimando è sempre a un concetto di universalità che esce dai limiti dall’angusta dimensione autobiografica. Liv si concentra sulla ricerca e sulla sperimentazione con delle immagini in cui la policromia della luce è trattata come una materia pittorica, in cui il richiamo è a una dimensione ultraterrena.
È un lavoro di superamento dei singoli linguaggi per giungere alla purezza, al senso più profondo delle cose, a una dimensione spirituale, che nulla ha a che fare, tuttavia, con la religione. Si individuano in Cathedrals for the masses vari livelli poetici, testimonianze antropologiche ed esistenziali che comprendono memoria, bellezza e tragica solitudine non solo del popolo russo, ma dell’individuo contemporaneo, in una chiave di universalità.
Angela Madesani


















